Tom Lüthi

«Operiamo nello stesso settore e l’ACS è un club forte!»

Ecco il nuovo ambasciatore dell’Automobile Club Svizzero

È il pilota svizzero di maggiore successo nonché, dal 1° gennaio, il nuovo ambasciatore dell’ACS. Stiamo parlando di Tom Lüthi, colui che, grazie a una carriera straordinaria e a un talento fuori dal comune, è riuscito a ritagliarsi un posto tra i grandi nella classe regina. La prima gara, da non mancare, è in calendario il prossimo 18 marzo in Qatar. E questa volta, sarà MotoGP.

Finora, i momenti culminanti nell’avventura agonistica del bernese, originario dell’Emmental, sono stati un titolo iridato nella 125, conquistato nel 2005 a soli 19 anni (il sesto più giovane di tutti i tempi), e due diplomi di vicecampione del mondo nel 2016 e 2017. Dopo una lunga attesa e un totale di 16 vittorie (di cui 11 in Moto2), il 31enne può ora finalmente cogliere la sua opportunità nella massima categoria. «Penso che quanto dimostrato negli ultimi due anni, con costanti buone prestazioni, mi abbia fatto meritare questa promozione», ha dichiarato. Tom è un giovane schietto, alla mano, che ha saputo dar prova di un carattere incredibile nei momenti chiave lungo il suo sorprendente curriculum. Nel 2018 guiderà una Honda del team Marc VDS, accanto al suo più accanito rivale nella stagione appena trascorsa, l’italiano 23enne Franco Morbidelli. Il nuovo “strumento di lavoro” sarà un mostro da 260 cavalli, il doppio rispetto al mezzo precedente. «È tutto un altro mondo. C’è molto da scoprire e da imparare per me».

La squadra Estrella Galicia 0,0 Marc VDS, finanziata dal miliardario belga della birra Marc van der Straten, si affiderà alla Honda campione del mondo 2017. «L’assetto tecnico corrisponde esattamente a quello utilizzato da Marc Marquez e Dani Pedrosa durante l’ultima gara», ha anticipato Tom, per il quale si tratta sostanzialmente anche di un ritorno. Infatti, al suo esordio nel motomondiale 13 anni fa, era già in sella a una Honda.

Nonostante la pausa forzata di tre mesi in seguito alla frattura del piede rimediata durante l’ultimo fine settimana d’ottobre in Malesia (che gli ha fatto perdere i primi giorni di prove), il pilota elvetico affronta l’avventura MotoGP con grande ottimismo: «Non voglio però sentirmi sotto pressione, cerco di compiere un passo dopo l’altro. Ci vuole pazienza e ho ancora molto da assimilare!». Lo stile di guida, in particolare, richiede un approccio diverso rispetto alle Moto2, soprattutto a causa dell’elettronica… Inoltre, l’accelerazione è pazzesca, con uno sprint da 0 a 100 km/h in appena due secondi. Una forza così impetuosa, malgrado l’ausilio del controllo di trazione, va domata e scaricata sull’asfalto nel migliore dei modi.

Il centauro elvetico è rimasto soddisfatto dai primi test condotti a Sepang; ha saputo migliorare con regolarità e accorciare le distanze dalla vetta. Se, all’inizio, perdeva ancora più di quattro secondi, il terzo giorno il gap che lo separava dal miglior tempo di Jorge Lorenzo (su Ducati) si era ridotto a 2,3. Nemmeno una caduta ha inciso sul morale. Entrato troppo velocemente nella curva quattro, è scivolato. «Niente di drammatico», ha precisato Lüthi, che ha potuto riprendere rapidamente il programma di prove e accumulare altre importanti esperienze. A Sepang il nuovo ambasciatore dell’ACS si è concentrato prevalentemente sulle gomme per capire come gestire la Honda verso fi ne gara, quando i segni dell’usura si fanno sentire. In ogni caso, il giudizio del team manager Michael Bartholemy è positivo: «Dal nostro punto di vista Tom ha svolto un ottimo lavoro e molto cose funzionano già correttamente». Il 16 febbraio (dopo la chiusura redazionale) il 31enne svizzero ha affrontato la successiva fase di test sul Chang International Circuit in Tailandia. Il 1° marzo si sono svolte le prove fi nali sul Losail International Circuit in Qatar, dove il 18 marzo sarà semaforo verde per il motomondiale.

Rispetto al 2017, quando per Tom Lüthi contavano solo vittorie e risultati, come rookie in MotoGP dovrà ridimensionare le sue ambizioni. Gli esperti ritengono che siano necessari almeno due o tre anni per poter sfi dare i migliori. «Per questo motivo, prima dell’inizio della stagione non posso ancora parlare di obiettivi. Ciò che conta ora è essere veloce almeno quanto il mio compagno di squadra. Il suo materiale tecnico equivale al mio così come la sua scarsa esperienza a questi livelli».

Il partenariato con l’ACS è del tutto naturale per Tom Lüthi: «Operiamo nello stesso settore e l’ACS è un club forte!». Anche lui è spesso al volante della sua auto, tant’è vero che percorre almeno 30mila chilometri l’anno. «Alle corse più vicine, come Le Mans o Mugello, solitamente ci vado privatamente, con la mia macchina. Mi rilasso, mi godo il viaggio e ascolto musica». Alla domanda su quale sia il suo genere preferito risponde: «In realtà ascolto un po’ di tutto, ma soprattutto rock». Il suo gruppo preferito? «Mi piacciono molto i Linkin Park», ci confi da.

Bilder: Mario Gaccioli

Autore: Markus Rutishauser

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