Porsche 718 Boxster

Porsche 718 Boxster: l’auto che s’ispira al mito

La Porsche 718 era un’auto meravigliosa; le sue linee sembravano emulare l’irruenza del vento in tempesta. Prodotta tra il 1957 e il 1961, vinse per tre volte la “Targa Florio” e, nel 1960, la “12 Ore di Sebring”, issandosi tra le grandi della storia. Per omaggiarne le gesta – e l’architettura con motore centrale a 4 cilindri orizzontali contrapposti – la sua sigla numerica è stata conferita ai nuovi modelli della casa di Stoccarda, la 718 Boxster e la 718 Cayman.

A noi, tra le due, è stato concesso l’onore di provare la prima; ci siamo divertiti da pazzi… Al diavolo chi ha criticato aspramente il sound dell’inedito propulsore turbo, un po’ scarno rispetto all’urlo degli aspirati. Questa vettura è praticamente perfetta: rapida nei cambi di corsia, agile sul misto e con uno scatto bruciante. Il tutto, in perfetta sicurezza.

Ha compiuto il suo debutto in società all’ultimo Salone di Ginevra. È dotata di un propulsore 2 litri turbo da 300 CV e 380 Nm di coppia massima tra 1’950 e 4’500 giri. Più cattiva la “S”, che propone un 2.5 litri da 350 CV con sistema VGT (turbocompressore a geometria variabile) come la 911. Entrambe offrono una potenza maggiore rispetto al passato e promettono una riduzione dei consumi del 13%.

I clienti possono scegliere tra il cambio manuale a sei marce e il rapidissimo sequenziale a doppia frizione PDK (consigliato). Quest’ultimo, consente di abbassare ulteriormente l’utilizzo di carburante, con una media di 6,9 l/100 km per la 2.0 e di 7,3 per la 2.5.

Le prestazioni sono superiori a tutti i modelli precedenti: la 718 Boxster (con PDK e Sport Chrono) tocca i 100 km/h in 4,7 secondi e una punta massima di 275 km/h. La “S”, con gli stessi accessori, dichiara rispettivamente 4,2 secondi e 285 km/h.

Il divertimento è assicurato, soprattutto se si considerano i circa 1’300 chili di peso (200 in meno rispetto a una 911 Cabriolet), uno sterzo estremamente diretto nonché sospensioni e freni rivisitati.

Stile e tecnologia

Se, in fatto d’ingegneria meccanica, informatica ed elettronica, la nuova nata rappresenta un vero e proprio elemento di discontinuità rispetto al passato, non si può affermare altrettanto per ciò che concerne il design. Le linee ricalcano grossomodo quelle cristallizzate nelle sue progenitrici, con i cofani rimasti fedeli alla tradizione (quello anteriore, peraltro, comune alla 911) e la riconoscibilissima capote in tessuto, sorprendentemente isolante dal rumore esterno (aprile in 9 secondi, anche in movimento e fino a 50 km/h). Gli elementi distintivi della serie sono riconducibili ai gruppi ottici: luci led diurne a quattro punti davanti e un doppio profilo nero che collega i fari sul posteriore.

Interni

L’abitacolo è ampiamente dominato da soluzioni tecnologiche di ultima generazione, che fanno da contraltare ad un gusto lineare e “lussuosamente sportivo”, in cui la qualità dei materiali impiegati assume un ruolo preponderante.

Spiccano il volante d’ispirazione 918 Spyder, con la rotella per selezionare le modalità di guida (normale, sport, sport+) e il pulsante Sport Response, che permette di ottenere un surplus di prestazioni per 20 secondi: fanno entrambi parte del pacchetto opzionale Sport Chrono, assieme ai supporti del motore attivi, al cronometro analogico e digitale e alla funzione Launch Control (disponibile unicamente in combinazione al PDK). Davvero intuitivo il sistema multimediale Porsche Communication Management (PCM), alle cui funzioni si accede attraverso uno schermo di 7 pollici a sfioramento di ultima generazione: consente di zoomare le mappe del navigatore con due dita, come su un tablet.

La prova, con Gabriele Gardel

Abbiamo strapazzato una 718 Boxster S completamente accessoriata: una macchina eccezionale, in ogni sua caratteristica o dettaglio. Continuano a stupirci l’efficacia e la rapidità del cambio PDK che, se unito al selettore che ne regola le modalità di funzionamento e all’ottimo launch control (entrambi opzionali), rende la guida estremamente incisiva. Ruotando il selettore incastonato sul volante da Normal a Sport e Sport+ le cambiate avvengono a regimi più alti, andando a sfruttare l’eccellente allungo.

La vettura è maneggevolissima, anche grazie ad un ineguagliabile bilanciamento, e la sua accennata leggerezza al posteriore la rende divertente. Alzando il ritmo, si apprezzano le doti dello sterzo, pronto e preciso negli inserimenti in curva, l’elevatissima tenuta di strada e la notevole stabilità (le sospensioni a controllo elettronico assecondano meglio una condotta grintosa). I freni sono da urlo.

Il 4 cilindri boxster (il cui sound, tanto criticato, è musica alle nostre orecchie) non spinge come il 6 al quale siamo abituati in casa Porsche. Tuttavia, viste le sue dimensioni ridotte, i tecnici di Stoccarda hanno compiuto miracoli estraendo i 350 cavalli dichiarati. Un’infinità, rispetto ad alcune dirette concorrenti.
L’abitacolo, ricco di dettagli curatissimi, è ergonomico, in perfetto equilibrio tra comfort e sportività.

Il prezzo richiede qualche riflessione: risulta molto interessante se la vettura è parca di accessori. I 106 mila franchi dell’esemplare che abbiamo provato sono invece forse un po’ eccessivi, considerando che con poco di più si può già accedere all’universo 911.

Ci piace

  • Potenza e agilità
  • Cambio PDK
  • Freni

Non ci piace

  • Scarsa visibilità posteriore

 

Scheda tecnica

Modello: Boxster S
Cambio: PDK sequenziale a 7 rapporti
Pacchetto opzionale: Sport Chrono
Cilindrata: 2’497 cm³
Cilindri e disposizione: 4, boxster, motore centrale
Potenza massima: 257 kW (350 CV) a 6’500 giri/min.
Coppia massima: 420 Nm tra 1’950 e 4’500 giri
Rapporto di compressione: 9,5:1
Emissione di CO2 ciclo combinato: 167 grammi/km
Distribuzione: 4 valvole per cilindro
Trazione: posteriore
Freni: dischi autoventilanti
Velocità massima: 285 km/h
Accelerazione da 0 a 100 km/h: 4,2 secondi
Consumo ciclo combinato: 7,3 l/100 km
Lunghezza/larghezza/altezza: 438/180/128 cm
Passo: 248 cm
Peso a vuoto: 1’385 kg
Prezzo: da 65’600 CHF (718 Boxster), da 80’900 (718 Boxster S)

Autore: Elias Bertini

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