Strategia energetica 2050

Un aumento esponenziale del costo della mobilità

Per la strategia energetica svizzera sono previste diverse fasi. La prima – la nuova legge sull’energia – verrà sottoposta a voto popolare con il referendum apartitico del 21 maggio 2017. La particolarità di questa legge risiede nell’obiettivo irrealistico di voler dimezzare il consumo di combustibile per il riscaldamento, gas, benzina e diesel nel periodo 1990-2035. Il suo finanziamento è appeso ad un filo, in quanto la seconda fase della strategia energetica – il sistema d’incentivazione nel settore del clima e dell’energia (SICE) – è stato già affondato dalla commissione competente del Consiglio Nazionale. I fautori del referendum sperano in un risultato migliore durante il voto popolare, a patto di riuscire a nasconderne i costi spropositati. È quindi impossibile stabilire come questi obiettivi per il 2035, il cui costo è stimato a circa 200 (!) miliardi, potranno essere finanziati. I favorevoli al referendum cercano inoltre di nascondere intenzionalmente i fatti ai cittadini e solo in seguito di raccontare tutta la verità. Con la vittoria del “sì” alla nuova legge energetica, le imposte maggiorate su corrente elettrica, gasolio per il riscaldamento e benzina verranno presto riattivate o sostituite da altre fonti di finanziamento.

Aumenti di prezzo nel settore energetico

Per raggiungere gli obiettivi dell’energia strategica 2050 sono previste delle misure costose, tra cui alcune che gravano pesantemente sul settore della mobilità e che devono pertanto essere analizzate da un punto di vista critico. Le regolamentazioni per le emissioni di CO2 per le nuove vetture, ad esempio, verranno ulteriormente esacerbate. L’obiettivo della strategia energetica di ridurre le emissioni di gas serra in Svizzera del 50% entro il 2030 non è attuabile senza dover affrontare costi enormi per la riconversione del sistema energetico e dei relativi progetti d’implementazione. Per questo motivo, ci viene spontaneo chiederci come verranno affrontati questi oneri. La risposta è chiara: attraverso un incremento esorbitante dei prezzi nell’ambito energetico. In base alla proposta avanzata, la benzina aumenterebbe di 26 centesimi al litro, a cui si aggiungerebbero i 67 centesimi al litro per il gasolio combustibile e i 3 cent/kWh per la corrente elettrica. Una bolletta decisamente salata! Senza contare che a febbraio 2017 il popolo ha già approvato l’aumento della benzina a favore del Fondo per le strade nazionali e il traffico d’agglomerato (FOSTRA).

Trasparenza dei costi

Tali misure vanno quindi a colpire fortemente il settore della mobilità. Secondo l’ACS, bisogna dapprima ottenere una trasparenza dei costi e dimostrare la loro efficacia nei diversi ambiti. È inaccettabile che un cambiamento di legge debba essere ottenuto attraverso un’ingiusta tattica dei piccoli passi. Se i votanti accetteranno la prima fase al referendum del 21 maggio 2017, le altre fasi seguiranno a ruota, anche senza l’approvazione diretta dei cittadini.

Referendum contro la legge energetica

Per l’ACS questa strada è inaccettabile ed auspica che il governo federale e gli attori politici inizino ad avviare delle riflessioni più approfondite e differenziate sul tema della mobilità. La direzione dell’ACS ha deciso di supportare il referendum contro la legge energetica. Per questo consiglia ai suoi soci di votare a favore di questo referendum apartitico il 21 maggio 2017.

thomas hurter

Thomas Hurter, Consigliere Nazionale
Presidente centrale
Automobile Club Svizzero

Autore: Thomas Hurter

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